Sublime madre nostra, di Alberto Mario Banti – Laterza – 2014 – €19,00

Libro che pur essendo di qualche anno fa andava letto proprio in questi giorni. E’ la storia della nazione italiana dal Risorgimento al fascismo, vista con gli occhi della propaganda che l’ha fatta.

Già, perchè se il concetto di nazione è relativamente recente e data fine del XVIII secolo (non di Stato, di Nazione: ossia di assieme di persone responsabili come gruppo di una comunità), il concetto di nazione Italiana, fino al 1805 almeno, era proprio inesistente. Per crearlo si è fatta tutta una propaganda mitologica identificando prima la nazione con la Patria (altro grande falso), poi dando un’uguaglianza di sangue e di parentela a tutti gli italiani utilizzando l’agiorafia di Italia come mamma (secondo grande falso) ed infine distinguendo gli italiani dagli “altri” creando quindi il nazionalismo vero e proprio.

In questo senso, non ci sono differenze narrative sostanziali tra l’agoigafia risorgimentale e quella fascista; passando per il libro “Cuore”, per i primi film italiani e per D’Annunzio. In questo senso, il concetto di Italia è solo propaganda che si fa realtà proprio perchè tale.

La propagada fa uso di tutte le retoriche cattoliche (Altare della patria, Martiri del risorgimento, Sacrificio, etc etc) fino a dipingere Garibaldi come un Cristo. La Chiesa ha approfittato a sua volta di questo per rientrare nel gioco politico a partire dalla I Guerra mondiale (interessante ciò che diceva Padre gemelli e poi quell’esaltato di padre Giuliani in merito), e poi il fascismo, che non ha fatto altro che utilizzare esattamente gli stessi argomenti, portandoli al parossismo (coerente però con i discorsi mussoliniani di sempre, ed il libro lo dimostra bene) della “stirpe” e della “razza”.

Ed oggi? Bah, basti vedere la metamorfosi della Lega, da secessionista a “difensore degli italiani tutti” per capire che la narrazione italiana è rimasta solo propaganda, per me.

Insomma: di italiani che guerreggiavano contro italiani ce ne sono sempre stati (il Papa andava in guerra: il papa), e la Patria (terra dei padri) non è mai stata l’Italia come concetto (neanche ai tempo dei romani, la cui mitologia è servita come propaganda). Ma la creazione dell’Italia come Nazione alla fine c’è stata. Si studiano i mezzi che l’hanno creata, e come si è “naturalmente” arrivati al fascismo, con un breve epilogo che arriva a Ciampi.

Libro bello, interessante e non banale, che forse poteva essere scritto in maniera più semplice (ma forse)

Voto 4/5

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Written by : Cesare Gigli