Guardavo il cielo, di Rolando Del Torchio – Piemme – 2021 – €18,50

 

Rolando Del Torchio è uno di quelli che – si dice – ha avuto e ha una vita intensa. Prima missionario e attivista ambientalista, poi ristoratore. Sempre nelle Filippine. Poi, un rapimento da parte di estremisti islamici. Un rapimento durato sei mesi. Il libro racconta questi sei mesi, e la sua capacità di resistenza alla tragedia e alle privazioni.

 

Partiamo dalle cose negative, perché quelle positiva sono molte, ma molte di più. Il libro, sostanzialmente, è un diario. Ma costruito in modo disordinato, con i ricordi che si accavallano al presente, scelte importanti come quelle del sacerdozio vengono trattate in modo – secondo me – eccessivamente lieve. I motivi che lo hanno portato a vivere nelle filippine sembrano quasi “naturali”. Al tempo stesso, sono tutte cose che sono servite a Del Torchio per sopravvivere in una situazione che avrebbe fiaccato la resistenza di parecchia gente. Insomma, in fase di “ri-creazione” di quell’esperienza, avrei dato maggiore coerenza narrativa, inserendo i ricordi come leve di speranza all’interno del buio della reclusione da rapito.

 

E veniamo alle cose positiva. Lo stile giornalistico, il fatto che l’umanità emerga in tutta la sua forza sia nel bene sia nel male, la descrizione di un mondo che noi conosciamo solo per Sandokan o per resoconti fatti da europei per europei. Soprattutto, la presenza forte di un misticismo e di uno spiritualismo che possono essere assieme speranza per l’umanità e strumento di morte e distruzione.

 

Andando dentro il libro, sembra di stare lì con Rolando Del Torchio a soffrire, a vivere, e fumare (è incredibile come un atto così dannoso diventi l’ancora di salvezza) durante i sei mesi di prigionia. Soprattutto, scopriamo quanta umanità c’è in luoghi, posti e anime che consideriamo come appartenenti a un altro pianeta, anche un po’ primitivo (noi europei tendiamo al razzismo: questa cosa Del Torchio non la dice, ma la fa intendere benissimo nelle quasi trecento pagine del libro).

 

Consiglio di leggerlo: Sapere cosa vuol dire fare quell’esperienza là da parte di un privato cittadino a cui chiedevano “il numero di telefono del papa” è arricchirsi. E questo vale al di là dei meriti e demeriti “tecnici” del libro.

Voto 3/5

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Written by : Cesare Gigli