Alabama, di Alessandro Barbero – Sellerio – 2021 – €15,00

Il professore sceglie, per questo romanzo storico, un capitolo poco noto di un evento che in Italia conosciamo prevalentemente per il film “Via col Vento”: la guerra di secessione statunitense.

Il rigore storico è abbinato stavolta a una narrazione che ricorda molto lo “stream of consciousness” della Woolf o di Joyce, ma che in realtà non è altro che il rendere scritto un racconto di una persona anziana che apre infinite parentesi, perché ogni episodio glie ne ricorda un altro, spesso scordandosi di chiuderle.

In questa maniera, seppur in maniera disordinata e certe volte faticosa per la lettura, siamo riportati indietro di 160 anni in Alabama, risentendo quei suoni, odori, sapori, ma soprattutto quel modo di vivere e di intendere la schiavitù come “normale”. La fine dei capitoli, dove la narrazione è interrotta dalla ricercatrice che raccoglie queste testimonianze, viene vissuta con sollievo da chi legge, proprio perché certe volte il borbottio del vecchio rende complesso seguire tutte le trame aperte.

Intendiamoci, il libro è godibilissimo: se non altro perché apre uno squarcio su un pezzo di storia che di qua dall’oceano viene sempre letto e studiato poco, chissà perché. A proposito, quando si parla a sproposito di “guerra civile” in Italia nel periodo 1943-45, si dovrebbe pensare sempre alla guerra di secessione americana: la guerra civile era quella, non la nostra dove un gruppo di repubblichini erano al servizio di un feroce invasore straniero. Che fossero in buona fede o meno.

E’ anche un esempio di quanto sia faticoso “fare storia” confrontando fonti dirette e indirette. E di come il coinvolgimento emotivo, in casi del genere, sia sempre pericoloso.

Consiglio il libro: se non altro, scoprirete un Barbero diverso.


Voto 3/5

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Written by : Cesare Gigli