Non c’è bisogno d’altro, viene quasi da dire. Marilyn Monroe fu trovata morta il 5 agosto 1962, nella sua casa di Brentwood, a Los Angeles. aveva 36 anni. Con lei moriva Norma Jeane Mortenson Baker, la bellissima bambina, come l’aveva chiamata Truman Capote. Per lei aveva scritto un racconto che si chiamava Colazione da Tiffany. Quello che Hollywood lo trasformerà in un film mitico. Con Audrey Hepburn. Bellissima. Ma donna. Al più ragazzina. Non bambina…
La trovò Ralph Greenson che arrivò perché Eunice Murray, la domestica/governante non riusciva a mettersi in comunicazione con lei. Marilyn era nuda. La cornetta del telefono in mano. Era notte fonda. La villa non aveva niente di hollywoodiano. L’autopsia disse che era overdose di barbiturici. L’idea che fosse rimasta vittima di un complotto partì subito. Dei fratelli Kennedy, magari. Il presidente John e suo fratello Bob. Quello dell’Happy Birthday Mr President e quello che, forse, amava sul serio…
Di Marilyn Monroe, in questi anni, abbiamo saputo tutto e niente. Ma visto di certo tutto. Mostre su mostre. Aste su aste… Come lei, forse, solo Audrey Hepburn è tornata alla ribalta. È stata citata. Fatta risorgere per i nostri occhi e la nostra memoria…
Della bellissima bambina Marilyn Monroe ci restano i film. Era davvero un’attrice e una cantante straordinaria. Unica a suo modo. Cercatela in Niagara in cui fa la vamp. In A qualcuno piace caldo mentre strimpella la chitarrina, come direbbe Renzo Arbore. In Quando la moglie è in vacanza dove mette l’intimo in frigorifero. Guardatela cantare Diamonds are a girl’s best friends (dal film Voglio sposare un milionario).
Poi, dicevano che fosse impossibile lavorarci insieme. I ritardi. Le battute mai imparate. Gli infiniti ciak. La testa che chissà dove l’aveva. Se l’aveva…
Anche amarla era complicato. Ma impossibile smettere, diceva Joe DiMaggio che farà mettere fiori freschi sulla sua tomba ogni anniversario, finché vivrà. L’intellettuale Arthur Miller, suo ultimo marito, esorcizzerà il ricordo scrivendo Io la conoscevo, Dopo la caduta e Finishing the Picture. Quest’ultimo ben 40 anni dopo la sua morte.

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Written by : Cesare Gigli