Nilde Iotti diventa presidente della Camera nel 1979: in quella legislatura, l’accordo prevede che a capo di una Camera resti un esponente di spicco della opposizione.

Pietro Ingrao ha deciso di non proseguire e la Iotti viene eletta il 20 giugno, quarantatré anni dopo l’incontro con Palmiro Togliatti, l’uomo che avrebbe cambiato la sua vita e stravolto la sua carriera politica. 

Nel suo discorso non può non affrontare il  tema dell’emancipazione e della parità di genere. Ma è un riferimento asciutto, lontano da lotte e da slogan iper-ideologici, lo specchio di una donna nata in una famiglia poverissima e costretta per andare avanti a tirare fuori il massimo della determinazione. “Io stessa – non ve lo nascondo – vivo quasi in modo emblematico questo momento, avvertendo in esso un significato profondo, che supera la mia persona e investe milioni di donne che attraverso lotte faticose, pazienti e tenaci si sono aperte la strada verso la loro emancipazione”.

Iotti resterà a capo della Camera fino al 1992. Cinque anni prima la fine di quell’esperienza, sarà la prima donna, e la prima comunista, a ricevere un mandato esplorativo per la formazione di un governo. Quel tentativo resterà negli annali, così come la lunga esperienza parlamentare e l’impegno per le riforme con la presidenza della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali.

Gran donna, che ha patito ingiustizie pubbliche da chi non vede oltre il proprio naso, e private anche dai “compagni” del PCI, che per troppo tempo la trattarono come “la concubina”.

Con lei, tanti muri sono caduti.

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Written by : Cesare Gigli